Oramai per scommettere
non bisogna più spostarsi da casa, si può giocare
alle slot machine, al blackjack stando comodamente seduti a casa
propria, e in un batter d’occhio si possono vincere o perdere
tanti soldi. Chi controlla oramai il mercato del gioco online sono i
vari governi e ogni uno di loro determina la propria regolamentazione.
Poi, quando si presentano i casinò dei paesi stranieri, cosa
si fa? A questo punto, i ministri europei della CEE vogliono ottenere
delle leggi ben precise che fino ad ora non esistevano, oppure, ogni
stato faceva un po’ quello che voleva lui.
Come la vecchia legge di Bolkestein di qualche anno fa, che trattava le normative europee relative ai servizi all’interno della CEE, tra cui anche le leggi sulle scommesse online, che rimangono in mano di ogni paese. Siccome oramai le leggi sulle scommesse sono diventate un luogo comune a tutti gli stati ed è quasi incontrollabile perché online, la Comunità Europea desidera fortemente normalizzare le leggi in tutta l’Europa.
Maggiore è la crisi dei mercati maggiori sono i casinò online, un volume d’affari che oltrepassa i settanta miliardi di € ogni anno. I paesi fanno pressione per poter in questo modo monopolizzare il gioco d’azzardo, così da incrementare il loro gettito fiscale e guadagnare una bella fetta di questo enorme mercato. Un settore che difficilmente può seguire solo le regole di mercato. Si vede come certi stati hanno messo in croce i siti di scommesse online stranieri, presentando delle argomentazioni quasi banali rispetto alle leggi del paese, alla protezione del giocatore, alla dipendenza al gioco, al riciclaggio, e chi più ne ha più ne metta. Il tutto solo perché lo stato con i siti stranieri non riesce a incamerare un solo €.
Cosa ne pensa la CEE? Il parlamento della CEE vuole da qualche tempo chiarificare le leggi e le normative relative al gioco d’azzardo online. Infatti, la commissione CEE ha già dieci procedimenti illegali in corso contro i paesi della CEE che hanno tenuto conto di chiudere il mercato ai casinò online dei paesi esteri, tirando in ballo tutte le leggi sulla libera circolazione di beni e servizi nel vecchi continente.
Il Ministero di Giustizia della CEE, ha dato torto hai paesi che operano in modo “indipendente”, come per esempio il caso del Portogallo che ha vietato l’accesso al mercato ad una società della Gibilterra che gestisce un casinò online, la CEE ha sostenuto tale società. Nel mese di febbraio del 2009 la CEE ha presentato una richiesta orale ai paesi dell’Unione Europea nella quale sono stati richiesti dei precisi parametri che si riferiscono alla legislazione e alla regolamentazione del gioco d’azzardo in Europa.
Adesso stiamo aspettando per vedere cosa accadrà e come il mercato cambierà nel corso dei prossimi mesi, e se l’Europa deciderà di unificare i mercati…
Come la vecchia legge di Bolkestein di qualche anno fa, che trattava le normative europee relative ai servizi all’interno della CEE, tra cui anche le leggi sulle scommesse online, che rimangono in mano di ogni paese. Siccome oramai le leggi sulle scommesse sono diventate un luogo comune a tutti gli stati ed è quasi incontrollabile perché online, la Comunità Europea desidera fortemente normalizzare le leggi in tutta l’Europa.
Maggiore è la crisi dei mercati maggiori sono i casinò online, un volume d’affari che oltrepassa i settanta miliardi di € ogni anno. I paesi fanno pressione per poter in questo modo monopolizzare il gioco d’azzardo, così da incrementare il loro gettito fiscale e guadagnare una bella fetta di questo enorme mercato. Un settore che difficilmente può seguire solo le regole di mercato. Si vede come certi stati hanno messo in croce i siti di scommesse online stranieri, presentando delle argomentazioni quasi banali rispetto alle leggi del paese, alla protezione del giocatore, alla dipendenza al gioco, al riciclaggio, e chi più ne ha più ne metta. Il tutto solo perché lo stato con i siti stranieri non riesce a incamerare un solo €.
Cosa ne pensa la CEE? Il parlamento della CEE vuole da qualche tempo chiarificare le leggi e le normative relative al gioco d’azzardo online. Infatti, la commissione CEE ha già dieci procedimenti illegali in corso contro i paesi della CEE che hanno tenuto conto di chiudere il mercato ai casinò online dei paesi esteri, tirando in ballo tutte le leggi sulla libera circolazione di beni e servizi nel vecchi continente.
Il Ministero di Giustizia della CEE, ha dato torto hai paesi che operano in modo “indipendente”, come per esempio il caso del Portogallo che ha vietato l’accesso al mercato ad una società della Gibilterra che gestisce un casinò online, la CEE ha sostenuto tale società. Nel mese di febbraio del 2009 la CEE ha presentato una richiesta orale ai paesi dell’Unione Europea nella quale sono stati richiesti dei precisi parametri che si riferiscono alla legislazione e alla regolamentazione del gioco d’azzardo in Europa.
Adesso stiamo aspettando per vedere cosa accadrà e come il mercato cambierà nel corso dei prossimi mesi, e se l’Europa deciderà di unificare i mercati…
